E’ stata una settimana strana: abituato a spostarmi ogni giorno, rimanere fermo a Villasimius mi ha un po’ destabilizzato. Non sono pronto per giornate troppo sedentarie e partire diventa sempre più una necessità. 

Ce la farò ad arrivare in Sicilia con la barca a remi?

Ero fermo al porto senza sapere se la barca arrivasse in tempo, mille problemi in testa tra venti, correnti marine e materiale tecnico, ma l’accoglienza sarda ha reso tutto molto più semplice e mi ha aiutato a distendermi in questo difficile momento di attesa. La Lega Navale e il Bar “Primo Molo” mi hanno accolto, supportato e aiutato a risolvere gran parte dei quesiti tecnici, a distendere i miei timori e ad infondere quella fiducia necessaria che serve per affrontare questo tipo di situazioni. Ho passato con loro giornate molto divertenti e piene di allegria, nonostante i continui grattacapi che per tutta questa settimana hanno accompagnato le mie giornate. 

Venerdì - 5 marzo - finalmente è arrivata la tanto attesa barca. Il corriere che si doveva occupare della consegna ha avuto dei problemi e non è stato semplice reperirne un’altro che in pochissimo tempo - qualche giorno - ha recuperato la mia imbarcazione consegnandomela a stretto giro. L’abbraccio e la coccolo quasi fosse un amico ritrovato dopo lungo tempo. La osservo e la vedo risplendere alla luce del sole che si increspa tra le onde, sono contento che finalmente sia qui! Ci giro attorno e controllo che sia tutto a posto. Inizio subito a lavorarci rimontando le varie parti che avevo smontato per il trasporto. Ho fretta di metterla in acqua e di provarla in mare aperto. Non ho mai remato al di fuori del lago di Varese e la cosa mi eccita e mi spaventa allo stesso tempo. Il mare non è il lago, l’acqua è salata e non dolce, le coste ad un certo punto scompaiono e rimani solo tu, con le tue braccia, il tuo respiro e i tuoi pensieri.  In fondo  anche il mar Mediterraneo altro non è che un enorme lago, no?  Vedendolo da questa nuova prospettiva, le mie ansie si rilassano un po’.

La barca è quasi pronta, la radio VHF e il GPS funzionano perfettamente, il sistema RADAR per invio e ricezione della posizione della mia o di altre imbarcazioni è installato e pronto per essere attivato. Anche all’esterno dell’imbarcazione ho rimontato tutto quello che serve per questa traversata:  i pannelli solari sono pronti a sfruttare ogni raggio di sole, i razzi ad alta visibilità in postazione pronti ad essere sparati (nel caso in cui finisca in Africa!) e i coltelli marini sono in posizione come soldatini pronti ad eseguire ogni mio ordine.

Sono davvero pronto per remare fino in Sicilia?

In questi giorni sono alla ricerca di qualcuno con una barca a vela che mi faccia da supporto nel caso in cui avessi dei problemi, il timore di affrontare e sfidare il mare aperto un po’ mi preoccupa e mi sentirei più sereno a sapere di avere qualcuno vicino. Per fortuna il meteo per settimana prossima è dalla mia parte:  è previsto un vento costante che arriva da NORD e che nei giorni successivi virerà e soffierà da OVEST, senza mai raggiungere velocità troppo forti così da scongiurare l'alzarsi di onde troppo alte e da permettere il mantenimento di una navigazione semplice e fluida. La  situazione è ideale: mi ritroverei letteralmente spinto verso la Sicilia. 

Cosa farò?

Attendo ancora qualche giorno per capire bene la cruciale situazione dei venti (avere anche solo 15 nodi di vento contrario vuol dire letteralmente essere sospinto quasi all’indietro e lottare contro una forza simile solo con l’ausilio delle mie braccia è uno sforzo che non sono in grado di affrontare), ma sicuramente tra martedì e mercoledì partirò con la speranza di aver trovato la barca di supporto. L’imbarcazione che utilizzo è ben strutturata e grandi pericoli non ce ne sono, se non quello di andare alla deriva e di ritrovarmi vicino alle coste della Tunisia. Ho sempre desiderato provare un bel piatto di shakshuka (n.d.r.)!.

Come funzionerà la navigazione? 

Remare a remi verso la Sicilia vuol dire essere attivi 24h perché l’àncora in mare aperto non si può gettare e quindi per evitare di andare troppo alla deriva bisogna ridurre al minimo i momenti in cui la barca resta ferma senza la spinta dei remi. Tutto questo vale fintanto che non ci sia una corrente e venti che spingano perfettamente nella mia direzione di rotta, il che vorrebbe dire aver un bel aiuto per raggiungere le coste siciliane. In caso contrario remerò circa 3 o 4 ore al giorno, alternate da un’ora di pausa per riposare  (dormire) e  mangiare. Così, a ciclo continuo, giorno e notte. Questa strategia mi permetterà di mandare la barca il meno possibile alla deriva a prescindere dai venti e correnti. Secondo i miei calcoli, mantenendo questo ritmo dovrei metterci un totale di 4 - 5 giorni, ma tutto ovviamente dipende dalla meteo e variabili varie che potrei trovarmi ad affrontare durante il tragitto. Sono tranquillo perché le previsioni sono dalla mia parte e qui al porto ho trovato dei navigatori con grande esperienza che mi hanno aiutato a leggere bene le previsioni ed a fare delle valutazioni accurate. In Sicilia ho già il comitato di accoglienza che mi aspetta e non vedo l’ora di arrivarci.

Sono molto eccitato e preoccupato, un bipolarismo di emozioni dovuto alle infinite incognite che dovrò affrontare,ma cerco di rimanere sereno senza farmi prendere troppo dagli eventi e dalle emozioni.

A lunedì prossimo e vento in poppa sempre! 

 

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