Minima1 SL, recensione della tenda superleggera Camp

Elia Origoni testa e descrive la tenda Camp adatta al trekking e al cicloturismo


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testatori di Outdoortest condividono sulla rete la propria esperienza, con opinioni dettagliate relative al prodotto sportivo testato. In questi giorni aspiranti tester e contributors si sono cimentati nella scrittura di racconti sportivi e recensioni. Tra questi vi è Elia Origoni che ha per noi testato la tenda Camp Minima1 SL.

 

Camp Minima1 SL, tenda superleggera Camp

Camp Minima è la tenda della linea “Essential” di CAMP. Era prodotta in due vesti diverse, quella classica e quella SL (Super Light). A seguito della scarsa richiesta, ora invece troviamo a listino solo la versione SL, con i modelli da 1, 2 e 3 posti.

E’ una tenda ultraleggera, adatta per cicloturismo e trekking dove leggerezza, praticità e robustezza devono essere di fondamentale importanza per vivere al meglio l’avventura.

Il suo peso si aggira intorno al chilo e cento nella versione monoposto e si riduce ulteriormente (inteso come peso/persona) nelle versioni a due e tre posti. Questo aspetto la rende una delle tende doppio telo in commercio con il rapporto qualità-peso-prezzo migliori.

 

Modello Dimensioni esterne (cm) Dimensioni interne (cm) Peso (Kg)
Minima 1 SL 92x290x67h 80x220x63h 1100
Minima 2 SL 136x310x93h 123x220x89h 1500
Minima 3 SL 190x310x113h 180x220x109h 2100

 

Camp minima 1 SL a prima vista

Il packaging esterno è compatto e semplice: un sacchetto cilindrico di 30x10cm circa, con tre maniglie e una piccola cinghia di compressione contiene il tutto. L’apertura è tramite una zip disposta per il lungo.

All’interno troviamo l’essenziale: il sovratelo con i soli due tiranti già collegati, la camera interna, sedici picchetti in alluminio e i due pali, sempre in alluminio, presagomati. Picchetti e pali sono custoditi in due sacchetti indipendenti fatti dello stesso materiale leggero del sovratelo. La chiusura è con un laccetto a strozzo, di peso e ingombro irrilevanti. Non troviamo ricambi, nemmeno toppe di riparazione.

 

Camp Minima 1 SL nel dettaglio

Camp Minima SL si presenta come una tenda doppio telo (interno traspirante e sovratelo esterno impermeabile), con struttura non autoportante e paleria sagomata in alluminio.

Partiamo dall’interno. Il catino è in in Nylon 190T/N 70D, con una tenuta di 5000mm di colonna d’acqua. I maggiori punti di stress (i quattro angoli e i quattro punti di fissaggio dei pali) sono rinforzati con un doppio strato di tessuto. Tutte le cuciture sono nastrate internamente, per garantire un’ottimale impermeabilità.

Il resto della camera è una leggera zanzariera, che protegge dagli insetti e garantisce traspirabilità. All’interno troviamo tre tasche (due a sinistra e una a destra) per riporre gli oggetti più delicati o di prima necessità. Nel punto di massima altezza, un piccolo gancio ed un laccio permettono di appendere un’eventuale luce.

La sospensione della camera ai pali è tramite due passanti di tessuto mesh, che ne garantisce resistenza e leggerezza, a discapito di un montaggio leggermente più lento rispetto alle clip di plastica. Sul catino invece troviamo quattro fettucce con occhielli metallici dove incastrare la parte terminale del palo.

Il fissaggio a terra avviene tramite delle fettucce ad anello e otto picchetti, quattro agli angoli e quattro nei punti di fissaggio dei pali.

All’esterno invece troviamo un sovratelo in Nylon 30D con spalmatura Ripstop, per una tenuta di 2000mm di colonna d’acqua. Anche qui le cuciture sono termonastrate interamente, dando importanza ai punti di maggiore stress, come le fettucce di fissaggio alla paleria. La prima impressione al tatto è quella di sembrare molto leggero e fragile.

Il sovratelo non presenta gonnelline alla base per limitare il passaggio di aria fredda nelle giornate con basse temperature.

Il fissaggio alla struttura interna avviene tramite dei lacci dello stesso materiale del telo, che vanno a legarsi in sei punti, tre sull’arco anteriore e tre su quello posteriore. A terra invece troviamo quattro piccoli moschettoni di plastica, che vanno ad agganciarsi agli occhielli di alluminio nei punti dove vengono messi i picchetti. Con ulteriori sei picchetti (tre davanti e tre dietro) si va a dare forma al posteriore e alla piccola veranda anteriore. Due tiranti, uno frontale e uno posteriore, infine, garantiscono la giusta stabilità della tenda anche in caso di vento forte (ovviamente con l’accortezza di piantare la tenda in modo che con la sua forma sia il più trasversale possibile alla direzione del vento in modo da tagliarlo).

L’accesso è nella parte frontale, mediante una cerniera che apre la piccola veranda anteriore, pratica giusto per tenere gli scarponi all’asciutto e poche altre cose (fornello, pentola, etc.). Sia per l’ingresso del sovratelo che per quella della camera, troviamo degli anelli elastici per poter mantenere aperti lembi di stoffa. Per il sovratelo bisognerà togliere uno o due picchetti per allargare del tutto l’apertura e fermarla con il laccetto.

Per garantire un minimo di areazione, nella parte frontale e posteriore troviamo due piccole finestrelle, non richiudibili.

Le cerniere sono ben fatte, anche se quella esterna fatica a chiudersi con il sovratelo ben tirato.

 

Montaggio

Si inizia infilando i due paletti tubolari della struttura nei passanti della camera, fissando le parti terminali negli occhielli metallici. A questo punto, fissiamo a terra la tenda negli otto punti con i picchetti, in questo modo la struttura si aprirà per bene, rimanendo così alzata.

Leghiamo ora i sei laccetti del sovratelo in corrispondenza delle aperture dei passanti dei pali. Quindi agganciamo i piccoli moschettoni di plastica agli anelli in corrispondenza dei quattro picchetti. Fissiamo infine i sei picchetti nella parte anteriore e posteriore, facendo attenzione a tirarli correttamente senza andare a sbilanciare la tenda in avanti o all’indietro. Per finire, fissiamo i due tiranti, aiutandoci con la pratica asola scorrevole.

 

Note di utilizzo

Gli spazi interni sono molto contenuti. La movimentazione all’interno è molto limitata. E’ da considerarsi quindi come semplice spazio per dormire. Anche stare seduti o cambiarsi all’interno non risulta semplice.

Un piccolo zainetto da 30L sta comodamente all’interno, mentre se si sta affrontando un trekking plurigiornaliero con uno zaino più grande, è necessario lasciarlo al di fuori, coperto da un coprizaino. In caso di pioggia è comunque possibile distribuire l’attrezzatura intorno al materassino, in modo da avere lo zaino vuoto e più gestibile.

Osservazioni dopo un lungo utilizzo

  • Anche se a prima vista il sacchetto di trasporto sembra troppo preciso nelle dimensioni, esso riesce a contenere comodamente la tenda senza dover impazzire troppo nella piegatura.
  • I picchetti, anche se corti, non hanno dato problemi su diversi tipi di terreno. Bisogna solo fare attenzione su terreni sassosi, in quanto tendono a piegarsi facilmente se forzati su pietre.
  • Benché un po’ più spesso e resistente del tessuto del sovratelo, ritengo importante quando possibile, aggiungere un telo più resistente sotto il catino soprattutto se ci troviamo su terreni pietrosi o boschivi. Questo non tanto per evitare buchi nella tenda (spiacevoli ma riparabili facilmente) ma soprattutto per scongiurare possibili forature di materassini gonfiabili.
  • L’utilizzo prolungato e intensivo che ne ho fatto (quattro mesi e mezzo durante la traversata delle alpi in solitaria) ha mostrato come anche i tessuti leggeri, tipo il Nylon 30D del sovratelo, abbiano una buonissima resistenza.
  • I piccoli moschettoni di fissaggio del sovratelo, sono da trattare con attenzione, è possibile romperli. In caso di rottura, è comunque possibile bypassarli agganciando l’anellino elastico del sovratelo direttamente al picchetto.
  • Il laccetto per fissare la luce all’interno della camera risulta fastidioso se si utilizza un materassino gonfiabile un po’ alto, in quanto penzola proprio sopra la faccia.
  • Se si utilizza un materassino gonfiabile (io utilizzo il Thermarest NeoAir che raggiunge quasi 10cm di spessore) , ne risente la lunghezza della tenda, in quanto i piedi non riescono a stare ben distesi, picchiando sulla stoffa della camera interna. Bastava, in fase di costruzione della tende, semplicemente mantenere un’inclinazione sulla parte bassa meno accentuata.
  • Vento forte, pioggia, temporali e grandine non hanno fatto vacillare né la struttura né la tenuta all’acqua.
  • Le finestrelle di ventilazione sono secondo me sottodimensionate. D’estate è indispensabile dormire con l’apertura del sovratelo spalancata per non soffocare di caldo. Si crea molta condensa all’interno. Volendo può essere anche utilizzata senza sovrattelo in estate, come semplice protezione dagli insetti.
  • Provata anche in condizioni con temperature sotto zero e sulla neve: devo dire che mi ha stupito. Senza gonnelle alla base, è comunque riuscita a mantenere all’interno una temperatura “accettabile” (temperatura esterna scesa a -5, sacco a pelo con comfort +5).

 

Articolo pubblicato su Outdoortest.it il 09/04/2020


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