Questa è la prima settimana di ritorno sul Sentiero Italia. Me l’aspettavo più difficile viste le mie condizioni fisiche di partenza ma dopo quattro giorni ho preso un buon ritmo, non ancora come un mese e mezzo fa ma va bene cosi. È stata una bella settimana a cavallo tra le montagne dell’Appenino modenese, reggiano e parmese per poi entrare sui monti liguri.

DOMENICA 18 LUGLIO 2021 – RIPARTENZA

Parto dal Passo della Forbice dove dei cartelli mi avvisano che il sentiero è interrotto a causa di valanghe invernali e mi indicano delle deviazioni, che io non seguo perché voglio tornare dove sono stato travolto. Voglio andare a recuperare un po' del materiale perduto e quindi proseguo senza curarmi degli avvisi. I segni lasciati sugli alberi dalle slavine mi fanno capire che sotto i miei piedi c’erano almeno due metri abbondanti di neve! Sul luogo della mia slavina ritrovo i bastoncini piegati, gli occhiali, il telo termico, un pacchetto di biscotti (chissà perché li ho tolti dallo zaino) ma non il cellulare e il materassino. Raccolgo tutto e procedo lungo un sentiero di cresta dolomica con vista Apuane in direzione del Passo di Pradarena. C’è molto vento e dopo circa 18 chilometri le mie gambette chiedono un po' di riposo. La cima del Monte Lanuda a 1895 mt si trova sopra gli impianti di risalita del compressorio sciistico del Cerreto. Nella ripida discesa verso il bivacco le gambe sono piuttosto affaticate, soprattutto la destra. Domani devo riuscire a fare la spesa perché per i prossimi giorni non troverò paesi abitati. Al Bivacco “Non mi ricordo” mi intrattengo con degli escursionisti e poi mi preparo per la sera, lavaggio, cena, preparazione letto.

LUNEDI’ 19 LUGLIO 2021

Sveglia all’alba per andare a fare la spesa a Cerreto Laghi. Vado anche a salutare Alessandro, di Zampollini Sport, che è il figlio del mio compagno di camera in ospedale. Finalmente alle 9.30 il negozio di alimentari apre e posso comprare del cibo per i prossimi giorni. Con lo zaino più pesante salgo alle sorgenti del Secchia, su una bellissima piana e poi su, verso il Passo di Pietra Spaccata, dei saliscendi verso il lago di Monte Aiona dove, al rifugio Città di Sarzana, pranzo e chiacchero  a lungo con una ragazza e approfitto della sua voglia di rendersi utile per lasciarle del materiale da spedire a casa. Nuova salita fino a Prato Spilla e ulteriore rampa lungo la pista da sci per arrivare al bivacco. Nei pressi pascolano le pecore e mi intrattengo con il pastore marocchino.  Bagno nel torrente: potersi lavare quando si è così sudati è semplicemente meraviglioso. Cena con tramonto che illumina le montagne intorno.

MARTEDI’ 20 LUGLIO 2021

Sveglia al Bivacco Cagnin in compagnia del solito topolino: ormai sono abituato ad appendere tutto in alto, zaino compreso. Faccio colazione all’alba e mi metto subito in marcia perché sarà una lunga giornata. I chilometri non sono tanti ma i continui saliscendi dei sentieri di cresta possono rubare molto tempo e soprattutto aggiungere dislivello e stanchezza. Sono nel Parco dei Cento Laghi, nell’Appennino tosco-emiliano. Un’appennino che mi sta regalando  molte soddisfazioni. Monte Sillara, Monte Aquila e discesa al Lago Santo parmense. Poi salita verso il Passo della Cisa. L’ambiente sta diventando più collinare, cammino sotto il sole, senza alberi per ripararmi, solo erba e brughiere. Veramente molto faticoso. Al Passo della Cisa cerco un posto comodo dove sistemarmi per la notte: lo trovo sul sagrato della chiesetta e al bar mi regalo due fresche birrette. Faccio amicizia con due ragazzi tedeschi partiti a marzo dall’Abruzzo. Hanno deviato sulla via Francigena perché si son resi conto che il Sentiero Italia non è per nulla semplice e ha molti dislivelli. Abbiamo molto in comune, anche loro percorrono sentieri poco frequentati, cerchiamo la natura, le montagne e la solitudine allo stesso modo. Cuciniamo e parliamo a lungo e forse domani proseguiremo insieme.

MERCOLEDI’ 21 LUGLIO 2021

Oggi ultimo giorno sull’Appennino Emiliano: da domani iniziano i monti liguri. Partenza all’alba, devo liberare il posto prima che aprano la chiesa dove ho dormito. Oggi giornata veloce perché i dislivelli sono minori, su sentieri più morbidi e su strade sterrate e soprattutto in faggeta. Ambiente molto diverso da quello che sto lasciando, dove i dislivelli e i sentieri di cresta possono definirsi alpini. Al Passo dei Due Santi arrivo presto, verso le tre del pomeriggio dopo quasi 25 chilometri. Vorrei quasi proseguire ma rischio di sfalsare le tappe che ho programmato e quindi pomeriggio di quasi riposo. Studio le mappe e faccio una programmazione sperando che le mie condizioni fisiche continuino a migliorare. Approfitto per fare molto streaching e massaggiarmi le gambe. 

GIOVEDI’ 22 LUGLIO 2021

Inizio a camminare che è ancora buio. Il sentiero segue i cippi storici che delimitavano il confini del Regno di Sardegna con la Liguria e l’Emilia Romagna. A metà mattina arrivo al Passo Foce dei Tre Confini: punto d’incontro dei tre confini e, per me, porta di accesso alla Liguria. Abbandono cosi la GEA (Grande Escursione Appenninica) e mi incammino sull’Alta Via dei Monti Liguri. Uscendo dalla faggeta mi arriva subito il profumo della macchia mediterranea e forse anche quello del mare. Molto caldo e senza possibilità di ombra. Mi rimetto rapido in cammino dopo pranzo perché vedo delle nuvole nere. Diventa quasi un  gioco: più loro avanzano più io gli vado incontro a testa bassa. Alla fine solo quattro gocce che rendono l’aria umidissima. Avevo previsto il punto di fine tappa vicino ad un agriturismo dove conto di fare un po’ di spesa di cibo fresco. Però prima, alla fontana, doccia e bucato. Suono a lungo ma all’agriturismo non mi apre nessuno. Mi metto il cuore in pace e mi sto accingendo a cucinarmi qualcosa quando un signore con un cappellino dell’ANPI mi chiede se ho bisogno di qualcosa. Mi basta un po’ di pane per la colazione e magari qualcosa di frutta o verdura.  E’ il proprietario della struttura e mi porta un sacchetto di pane, scusandosi del fatto che sia un po’ posso, dei pomodori e delle banane. Un lusso: mi godo una bella insalata.

 VENERDI’ 23 LUGLIO 2021

Ho iniziato ad allungare un po’ l’andatura per sentire se le gambe ce la fanno. Oggi i chilometri sono come ieri ma ho più dislivelli da percorrere. Vediamo. Ho diversi punti d’appoggio e quindi la possibilità di fermarmi e riposare. Colazione abbondante con il pane che mi ha regalato il signore ieri. Entro nel Parco Regionale dell’Aveto. Soffro abbastanza la discesa verso il Passo del Bocco dove riesco a fare un po’ di spesa. Imbocco l’interminabile salita verso il Monte Aiona: un panettone di pietraie, reso molto suggestivo dalle nubi che salivano dalle valli. E poi via, discesa lunghissima, dai 1700 mt agli 850. Fortunatamente sono nell’ombra di una faggeta.Arrivo piuttosto tardi al Passo della Forcella, passo stradale. Un po’ discosta dalla strada c’è una piccola piazzola dove mi sistemo per la notte. Eh non sempre trovo camere silenziose.

SABATO 24 LUGLIO 2021

Il tempo è uggioso e molto presto mi incammino sul Monte Ramaceto: purtroppo le nuvole che salgono dal mare mi nascondono la visione della parete.  Il Ramaceto presenta un versante morbido e boscoso verso la pianura padana e ripido e roccioso verso Genova. Il sentiero che imbocco non è molto curato: uscendo dalla faggeta ci sono rovi, felci e ortiche ma, quello che mi pesa veramente sono questi saliscendi brevi ma continui, il dislivello non è mai eccessivo – di solito intorno ai 100 metri – ma sono ripidi e si susseguono continui e questo mi stanca più a livello psicologico che fisico. Sono abituato a lunghe salite che culminano nella vetta e poi è tutta discesa. Abbastanza stanco arrivo per pranzo a Barbagelata. L’Alta Via Ligure è comunque segnata molto bene ed è impossibile perdersi. Il pomeriggio prosegue più tranquillo su sentieri più comodi, le solite quattro gocce producono un’umidità che con il sole caldissimo rendono bagnato persino lo zaino.  Arrivo abbastanza presto al Passo della Scoffera dove posso finalmente fare un po’ di spesa. La signora dell’alimentari mi “rifila” mezzo chilo di trofie e pesto casalingo che ho dovuto cuocere in due tranche. Be ogni tanto una cena seria. Non mi faccio sfuggire un aperitivo rilassante al baretto. Chissà quando mi capita la prossima volta!

DOMENICA 25 LUGLIO 2021

Parto molto presto dalla Scoffera e all’imbocco del sentiero trovo ad accogliermi uno splendido daino. Il tratto dalla Scoffera è un tranquillo sali-scendi con vista su Genova. Tra Creto e la Crocetta D’Orero c’è un monte che è in linea con i forti storici che scendono fino al centro di Genova ma che è soprattutto il sentiero che ho percorso nel 2015 a conclusione della mia traversata alpina. E un po' rivive quell’emozione: da qua in poi ripercorrerò in senso contrario alcuni dei sentieri su cui ho camminato allora. Ovviamente anche oggi qualche goccia di pioggia per inumidire il tutto. Sul Passo dei Giovi incrocio dei ragazzi in escursione serale al Monte Leco. Percorriamo un tratto insieme fino al Passo delle Bocchette. E’ bello camminare con qualcuno ogni tanto. Alle Bocchette è venuta a salutarmi l’amico Luca che mi carica in macchina e andiamo a mangiare una pizza insieme.  Vado a dormire poi avvolto in una gran nebbia che inumidisce tutto.

 

Prospettive per il futuro: tra pochi giorni arriverò alla fine degli Appennini, alla Bocchetta d’Altare che è il passo più basso e che viene considerato il punto geografico di fine delle Alpi e inizio degli Appennini. Giovedì inizierò a camminare sulle Alpi. Camminerò ancora su delle alpi “morbide” che mi permetteranno di allenare ancora la gamba e arriverà nel fine settimana dove iniziano le alpi Marittime vere e proprie: Colle di Nava, Rifugio San Remo e rifugio Laterza che sono proprio all’incrocio del Piemonte, dove inizierò a camminare sulla GTA piemontese (Gran Traversata Alpina).

 

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